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avvocato diritto del lavoro a Perugia

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el campo del Diritto del Lavoro si è assistito, negli ultimi anni, a numerosi interventi legislativi che hanno mutato profondamente il panorama di riferimento.

Nell’ambito del pubblico impiego a partire dal Testo unico del pubblico impiego, di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 che ha portato ad una privatizzazione del rapporto; alla c.d. riforma Brunetta e la recente riforma Madia che ha introdotto importanti novità modificando istituti consolidati quali:

> misura della performance e premialità;

> la remunerazione della performance

> i procedimenti disciplinari;

> la materia concorsuale ed i requisiti per accedere alle procedure pubbliche;

> la tutela in caso di licenziamento;

> le visite fiscali;

> le problematiche relative alle coppie conviventi con figli;

> la stabilizzazione dei precari della Pubblica Amministrazione.

Anche il settore privato ha visto un’importante novità nel settore privato con il c.d. Jobs Act.

Lo Studio Legale si occupa di questioni inerenti il Diritto del Lavoro.
La tutela riguarda sia il settore pubblico che privato.

A titolo esemplificativo ma non esaustivo, lo Studio svolge opera di assistenza e consulenza legale in materia di rapporti di lavoro pubblico e privato, a tempo determinato e indeterminato, con riguardo alle posizioni dei lavoratori precari e a progetto, occupandosi di vertenze relative a licenziamenti, procedimenti disciplinari, demansionamenti, discriminazione, sinistri sul lavoro, malattia, previdenza e pensioni.

Per quanto riguarda i rapporti di lavoro autonomo lo studio legale segue vertenze in ambito contrattuale relative a risoluzioni di contratti, recupero crediti, indennità dovute e non corrisposte, (es. contratti di agenzia, padroncini), svolge consulenza e assistenza in ambito di stipulazione e risoluzione dei contratti.

Particolare attenzione è posta alla riduzione del contenzioso sia in fase preventiva con un’approfondita analisi delle esigenze del cliente e delle criticità del caso che in fase successiva mediante un approccio che favorisca soluzioni di mediazione e conciliazione stragiudiziale.

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Quando rivolgersi ad un avvocato del lavoro?

I tempi nelle controversie di lavoro sono molto importanti. E’ indispensabile essere tempestivi, rivolgendosi ad un giuslavorista il prima possibile.

Per esempio, se un lavoratore intende opporsi ad un licenziamento illegittimo, ha tempo 60 giorni da quando ha ricevuto la lettera di licenziamento per impugnarlo. Per farlo è sufficiente che invii al datore di lavoro una comunicazione.
L’impugnazione del licenziamento diventa inefficace se, entro i successivi 180 giorni, il lavoratore non si rivolge al tribunale o non promuove un tentativo di conciliazione o arbitrato. In questo secondo caso, se il datore di lavoro rifiuta di perseguire la via stragiudiziale o non si raggiunge un accordo, il lavoratore dovrà rivolgersi al tribunale entro 60 giorni dal rifiuto o dal mancato accordo.

Questo iter così stringente non vale solo per il licenziamento contestato, ma è obbligatorio anche in molte altre situazioni. Per esempio, nei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e a progetto (co.co.co e co.co.pro.) quando il collaboratore vuole impugnare il recesso da parte del committente, oppure in caso di trasferimento del dipendente.

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Controversie lavorative: quali possibilità offre la legge?

Prima di ricorrere al tribunale, l’Avvocato del lavoro consiglierà, dove possibile, di risolvere il contrasto per via stragiudiziale, optando innanzitutto per la conciliazione, per evitare i tempi e i costi del procedimento giudiziario.

1 – Conciliazione
Il lavoratore può promuovere un tentativo di conciliazione in sede amministrativa (rivolgendosi alle commissioni di conciliazione istituite presso la Direzione Territoriale del Lavoro) o in sede sindacale (secondo le procedure previste dai contratti collettivi di lavoro).

In tutti i casi il giuslavorista di fiducia lo assisterà sia nella scelta della sede di conciliazione che nella raccolta dei documenti necessari:

– lettera di assunzione
– lettera di licenziamento o di dimissioni
– buste paga
– documentazione relativa al rapporto di lavoro

2 – Arbitrato
L’arbitrato è una procedura di risoluzione delle controversie alternativa al giudizio in tribunale, in cui le parti rimettono ad un soggetto terzo, imparziale, la decisione. Nell’ambito del diritto del lavoro, lavoratore e datore di lavoro possono stabilire che sarà la Commissione di conciliazione della Direzione Territoriale del Lavoro a decidere. Possono stabilirlo o durante o dopo il tentativo di conciliazione, se le parti non sono riuscite a trovare un accordo. In alternativa, l’arbitrato può aver luogo presso le sedi sindacali.

3 – Tribunale
Se il datore di lavoro rifiuta la conciliazione o l’arbitrato o, ancora, se le parti non riescono a raggiungere un accordo, la controversia passa in Tribunale. In questo caso, a giudicare sarà il Tribunale ordinario in funzione di Giudice Unico del Lavoro. Quindi, in primo grado, deciderà un giudice unico (giudice monocratico), in appello, invece, a decidere sarà la Corte d’Appello (sezione lavoro).

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Articoli di aprofondimento

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