– Il vincolo di subordinazione si esprime anche attraverso un potere attribuito all’imprenditore che è quello disciplinare

Contestazioni disciplinari

 
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Il rapporto di lavoro subordinato è caratterizzato dal rapporto gerarchico tra datore di lavoro e dipendente. Il vincolo di subordinazione si esprime anche attraverso un potere attribuito all’imprenditore che è quello disciplinare, ossia, la possibilità di sanzionare il lavoratore che non rispetta i propri doveri.

Per esercitarlo il datore di lavoro deve seguire un’apposita procedura prevista dalla legge che inizia con l’invio al dipendente della contestazione disciplinare, una lettera in cui devono essere descritti in modo puntuale ed analitico i fatti che, secondo l’imprenditore, avrebbe commesso il lavoratore e che costituiscono illeciti disciplinari.

Per quanto concerne il contenuto delle difese il lavoratore dovrà contestare i fatti indicati nella lettera e fornire una versione diversa dell’accaduto. Ovviamente, la strategia difensiva deve essere impostata caso per caso, potrebbe accadere, ad esempio, che il fatto non è mai accaduto, oppure che è stato commesso da altri. Se, invece, le condotte riportate sono reali occorre evidenziare i motivi per cui tali azioni sono giustificabili o non sono così gravi come vengono presentate.

Dopo aver letto o ascoltato le difese del dipendente il datore di lavoro potrà decidere di considerare il caso chiuso, archiviando il procedimento, oppure comminare una sanzione disciplinare al lavoratore che sia proporzionata alla gravità del fatto commesso.

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