– L’assegno unico ed universale a sostegno delle famiglie con figli a carico rappresenta una misura economica erogata dall’Inps previa presentazione di un’apposita domanda. 

Assegno unico 2024: novità e importi

“Il Sole 24 Ore” ipotizza per l’assegno unico, nel 2024 un aumento del 5,4% come per le pensioni, in attesa di una conferma Istat a gennaio.

L’assegno unico ed universale è un sostegno alle famiglie con figli, sostituendo agevolazioni precedenti. L’importo dipende da vari fattori, inclusi i figli a carico, la loro età e situazione.

Nel 2024, l’importo varierà in base all’ISEE familiare. Non è necessaria una nuova domanda annuale dal 2023, ma l’ISEE deve essere aggiornato.

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Assegno unico ed universale: Come viene determinato l’importo? – Torna all’indice ^

L’Inps ha emesso un comunicato chiarificatore, facendo luce sulle implicazioni dei cambiamenti introdotti dal decreto lavoro del 4 maggio 2023.

Questo decreto ha apportato una serie di modifiche al panorama normativo per i nuclei familiari beneficiari del Reddito di Cittadinanza.

Per i nuclei familiari che includono figli minori, persone con disabilità e anziani ultrasessantenni è stata garantita una continuità fino al 31 dicembre 2023.

L’importo dell’assegno unico viene è riconosciuto ai nuclei familiari:
  • Per ogni figlio minorenne a carico e, per i nuovi nati, a decorrere dal settimo mese di gravidanza;
  • Per ciascun figlio maggiorenne a carico fino al compimento dei 21 anni a condizione che stia svolgendo un percorso:
    • Alla scuola (pubblica o privata) di durata quinquennale (licei, istituti tecnici, istituti professionali), finalizzata al conseguimento di un diploma di scuola secondaria superiore
    • Di Formazione Professionale Regionale (Centri di Formazione Professionale) a cui si accede dopo la scuola media di durata di tre o quattro anni finalizzata a ottenere una Qualifica professionale oppure, dopo il quarto anno, un Diploma professionale di tecnico)
    • Di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), sia pubblici che privati, a cui normalmente si accede se in possesso di diploma di scuola superiore, aventi durata annuale e con cui si consegue una specializzazione professionale di 4° livello EQF
    • Presso Istituti Tecnici Superiori (ITS) di durata biennale o triennale, a cui normalmente si accede con il diploma di scuola secondaria, conseguendo al termine del percorso una qualifica di “Tecnico superiore” di 5° livello EQF
    • Finalizzato al conseguimento della laurea riconosciuto dall’ordinamento
    • Di apprendistato o tirocinio
    • A) Ordinanza (n. 243 del 09-06-2023) della Corte dAppello di Milano – Sezione V Civile
      • Assegni nucleo familiare (ANF e relative maggiorazioni disposte con D.L. n. 79/2021)
        • maggior numero di figli
        • raggiungimento dell’età che li esclude dall’ accesso (22 anni)
        • modifica dell’Isee cioè  variazioni di reddito o del patrimonio del nucleo familiare Detrazioni IRPEF per figli a carico Per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.
Ricordiamo che per figli a carico si intendono i figli parte del nucleo familiare indicato ai fini ISEE, nel quale è presente il beneficiario della prestazione.
assegno unico familiare 2024

A quanto ammonterà l’assegno unico nel 2024? – Torna all’indice ^

Il quotidiano “Il Sole 24 Ore” in data 11 dicembre 2023 ha avanzato un’ipotesi sul valore dell’assegno unico a partire da gennaio 2024, applicando il tasso di rivalutazione del 5,4% che è stato fissato per le pensioni tramite decreto del Mef del 27 novembre.

La percentuale ufficiale verrà decisa con un comunicato di Istat a gennaio e andrà applicata sia sugli importi base per ciascun figlio, sia sulle soglie Isee sia sulle maggiorazioni.

In sintesi, quindi, si avrà quindi un assegno unico con importo minimo, per i redditi oltre 45,575 euro, che sale a 57,20 euro e un assegno unico con importo massimo, per i redditi fino a 17,090 euro , che arriva a 199,40 euro. 

Sarà l’Inps a comunicare a gennaio le modalità operative dell’erogazione che potrebbe non essere calcolata nella prima mensilità ma a conguaglio con il tasso definitivo a partire da marzo 2024.

L’importo che verrà percepito sarà basato sull’Isee presentato dal nucleo familiare e sull’età del figlio ad eccezione per i figli disabili in cui non c’è limite di età.

Ricordiamo che sono previste maggiorazioni sulla cifra base nei seguenti casi:

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Tabella: importi assegno unico e universale per il 2024 – Torna all’indice ^

I Valori sotto riportati sono indicativi e sono calcolati sulla rivalutazione annua delle pensioni in attesa della Circolare Inps con gli importi definitivi (Fonte “Il Sole 24 Ore” – pubblicazione dell’ 11 dicembre 2023).

CASISTICA ISEE FINO A 17.090,61 EURO ISEE OLTRE 45.574,96
Assegno per figli minori e disabili 199,4 57
Assegno figli tra 18 e 20 anni 96,9 28,5

Tabella maggiorazioni

MAGGIORAZIONI ISEE FINO A 17.090,61 EURO ISEE OLTRE 45.574,96
Figli ulteriori al secondo 96,9 17,1
Figli non autosufficienti età < 21 anni 119,6 119,6
Figli con disabilità grave età < 21 anni 108,2 108,2
Figli con madre età < 21 anni 22,8 22,8

Simulatore Inps

Per comprendere, in termini economici, la portata delle modifiche introdotte dalla Manovra 2023 è disponibile sul portale Inps la piattaforma che simula l’importo mensile dell’Assegno Unico.

Assegno unico senza domanda ma con ISEE aggiornato – Torna all’indice ^

Dal 2023  non è necessario fare domanda ogni anno per l’assegno unico a meno che non ci siano variazioni dei requisiti della famiglia ovvero:

L’istituto ricorda che è necessario comunque presentare ogni anno la DSU per ottenere l’ISEE aggiornato, altrimenti a partire dal mese di marzo viene garantito solo l’importo minimo previsto per gli ISEE da 40mila euro in su. Lo stesso meccanismo sarà applicabile anche nel 2024.

Quali sono gli effetti in busta paga per i lavoratori dipendenti?

A partire dall’entrata in vigore dell’assegno unico universale, cesseranno di essere corrisposti dal datore di lavoro/sostituto di imposta in busta paga gli importi relativi a:

Il beneficio economico spetta, indifferentemente dalla posizione lavorativa del richiedente, ai nuclei familiari con figli:

  • Minori
  • Disabili (senza limiti di età e senza limitazioni legate al reddito del nucleo familiare)
  • Maggiorenni entro il limite dei 21 anni di età, qualora siano:
    • a) studenti (frequentatori di un corso di formazione scolastica, professionale o di un corso di laurea);
    • b) occupati in attività lavorativa o in percorsi di tirocinio, con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui;
    • c) Disoccupati iscritti negli appositi elenchi istituiti presso i servizi pubblici per l’impiego;
    • d) Impiegati nello svolgimento del servizio civile universale.

L’entità dell’assegno è stabilito tra un minimo di 25 euro ed un massimo di 175 euro mensili per ciascun figlio a carico, oltre le maggiorazioni previste al ricorrere di specifiche circostanze.
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Sentenze recenti sull’Assegno Unico – Torna all’indice ^

  1. A) Ordinanza (n. 243 del 09-06-2023) della Corte dAppello di Milano – Sezione V Civile

L’assegno unico rappresenta una tematica di grande rilevanza nel panorama giuridico, soprattutto in contesti di separazione o divorzio.

Recentemente, l’attenzione si è concentrata su un’ordinanza (n. 243 del 09-06-2023) emessa dalla Corte dAppello di Milano – Sezione V civile.

Il caso in questione riguarda un reclamo presentato contro un provvedimento del Tribunale di Varese che aveva stabilito la ripartizione paritaria dell’assegno unico, nonostante un precedente accordo di separazione che assegnava interamente il beneficio alla madre.

La pronuncia della Corte d’appello di Milano nasce dal reclamo proposto contro un’ordinanza emessa dal Presidente del Tribunale di Varese che, chiamato ad adottare provvedimenti provvisori ed urgenti in un procedimento per la cessazione degli effetti civili del matrimonio, aveva disposto la ripartizione paritaria tra i genitori, coaffidatari dell’assegno unico per i figli.

Nel precedente giudizio di separazione entrambi i genitori avevano già raggiunto un accordo per l’attribuzione alla madre – nella misura del 100% – del previgente assegno per il nucleo familiare.

Con il reclamo, la madre, presso la quale vivono i figli, non aveva ritenuto congruo il provvedimento provvisorio del Tribunale di Varese nella parte in cui non aveva considerato che la novella legislativa, sull’introduzione dell’assegno unico e universale per i figli, ha una ratio sovrapponibile a quella dell’assegno per il nucleo familiare, per il quale le parti avevano già concordato in sede di separazione l’attribuzione al 100% alla madre.

La madre aveva poi anche sottolineato come il Tribunale di Varese, nella decisione di dover ripartire tra i due genitori in parti uguali il nuovo assegno unico, non aveva ritenuto di mettere mano all’importo dell’assegno al mantenimento dei figli (dovuto dal padre alla madre) al fine di andare a riequilibrare l’assetto economico concordato dalle parti in sede di separazione.

Costituitasi in giudizio, la parte reclamata difendeva le statuizioni provvisorie del Tribunale di Varese ritenendo sostanzialmente mutata la ratio dell’assegno unico rispetto all’assegno per il nucleo familiare e corretta la valutazione del Giudice.

La Corte d’Appello di Milano ha rigettato nel merito il ricorso, giudicandolo infondato.

I Giudici hanno ritenuto che “l’ordinanza presidenziale trova fondamento, e conferma, nella mutata disciplina inerente all’assegno unico e universale, come recentemente novellato, che prevede – salvo un accordo delle parti che qui non può dirsi rinnovato in ragione delle differenti richieste di ciascuna parte – la corresponsione dell’importo in ragione del regime di affidamento della prole che, in questo caso, è condiviso.

Opportunamente, si ritiene, in assenza di un mutamento delle situazioni reddituali delle parti, il presidente non è intervenuto a modificare l’assegno al mantenimento dei minori che potrà trovare, se ne sussisteranno i presupposti, adeguamento nel corso dell’attività istruttoria”.

B) Sentenza del Tribunale del lavoro di Trento n.121/2023

Il Tribunale del lavoro di Trento, con la sentenza n. 121/2023 del 19 settembre 2023, ha stabilito che costituisce discriminazione escludere i titolari di un  permesso di soggiorno per attesa occupazione dal diritto di fruire dell’assegno unico e universale.

L’assegno infatti è un sostegno economico alle famiglie che hanno figli a carico e spetta anche ai cittadini stranieri. In particolare, l’articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n. 230/2021 stabilisce che l’assegno unico spetta, oltre che ai cittadini italiani:

– ai cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, o ai loro familiari, titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente

– ai cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o di permesso unico di lavoro autorizzati a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi

– ai titolari di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzati a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi

L’assegno unico spetta anche ai titolari di altri tipi di permesso di soggiorno, come chiarito dall’Inps anche nell’ultima circolare n. 41 del 07.04.2023.

Il Tribunale di Trento, dopo aver ricostruito il quadro normativo, ha concluso che non vi è dubbio che il permesso per attesa occupazione rientri tra i “permessi unici lavoro”, essendo un titolo che abilita allo svolgimento di un’attività lavorativa per almeno un anno a decorrere dall’iscrizione nelle liste di collocamento.

Di conseguenza il Tribunale ha ordinato all’istituto di previdenza di modificare la circolare 23/2022, inserendo i titolari di permesso di soggiorno per attesa occupazione tra gli aventi diritto all’assegno unico e di rivedere i provvedimenti di rigetto adottati.

Riassunto – Torna all’indice^

L’assegno unico ed universale è un sostegno alle famiglie con figli, sostituendo agevolazioni precedenti. L’importo dipende da vari fattori, inclusi i figli a carico, la loro età e situazione.

Nel 2024, l’importo varierà in base all’ISEE familiare. Non è necessaria una nuova domanda annuale dal 2023, ma l’ISEE deve essere aggiornato.

L’assegno influisce sulle buste paga, sostituendo assegni familiari e detrazioni IRPEF. Due sentenze recenti riguardano la ripartizione dell’assegno in casi di separazione e il diritto all’assegno per titolari di permesso di soggiorno per attesa occupazione.

Punti salienti:

  • L’assegno unico sostituisce agevolazioni precedenti.
  • L’importo dipende da vari fattori, inclusi figli a carico, età e situazione.
  • Nel 2024, varia in base all’ISEE familiare.
  • Non è necessaria una nuova domanda annuale dal 2023, ma l’ISEE deve essere aggiornato.
  • Influisce sulle buste paga, sostituendo assegni familiari e detrazioni IRPEF.
  • Sentenze recenti riguardano la ripartizione dell’assegno in casi di separazione e il diritto all’assegno per titolari di permesso di soggiorno per attesa occupazione.
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Informazioni sull'Autore

Avv. Antonio Polenzani

Lo Studio legale si occupa di tutti gli aspetti giuridici della famiglia con particolare riferimento alle procedure di risoluzione della crisi coniugale (separazione e divorzio), superando il tradizionale ruolo di assistenza per assumere una funzione di mediazione e tutela dei fondamentali interessi della prole.

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