atto citazione dopo incidente stradale

Indennizzo diretto e risarcimento

Nel momento in cui una persona fa un incidente stradale, per ottenere il risarcimento deve rivolgersi alla propria assicurazione. Questa gli pagherà i danni rivalendosi poi sulla compagnia del responsabile la quale, a sua volta, alzerà la classe di merito al proprio cliente (meccanismo del bonus/malus). È la cosiddetta procedura dell’indennizzo diretto: in questo modo si evita all’automobilista di rivolgersi a un’assicurazione diversa dalla propria la quale potrebbe far di tutto pur di non pagare o di ritardare la pratica di risarcimento. L’indennizzo diretto non si applica ai sinistri che vedono coinvolte più di due auto (salvo che la responsabilità sia di una sola).

L’obbligo di citazione del danneggiato

Come spiegato di recente dalla Cassazione (sent. n 4010/18 del 20.02.2018), il danneggiato ha l’obbligo di convenire in giudizio oltre alla compagnia di assicurazioni, anche il proprietario del veicolo.
La legge prevede infatti che l’atto di citazione che dà il via al giudizio civile debba essere notificato anche al proprietario dell’automobile responsabile del sinistro. Si tratta di una vera e propria chiamata in causa.
Se il conducente dell’auto è un soggetto diverso dal danneggiato, questi non deve necessariamente essere citato in causa, ma può costituirsi ugualmente a suo piacere.

Il valore del Cid

La Cassazione, con la stessa sentenza n. 4010/18 del 20.02.2018, ha affermato anche un altro importante principio in tema di risarcimento del danno da incidente stradale e compilazione del modulo di constatazione amichevole (cosiddetto Cid o Cai). Questo vincola le parti solo se da queste firmato. La firma del conducente, se soggetto diverso dal proprietario, non può vincolare quest’ultimo.

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