divieto pagamento contanti retribuzioni

Cosa prevede la Legge di Bilancio 2018

L’art.1 commi 910-914 della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 riguarda la tracciabilità dei pagamenti degli stipendi da parte dei datori di lavoro o dei committenti. La disposizione mira a contrastare il sommerso economico e ad arginare il fenomeno delle false buste paga, ossia quei casi in cui i datori di lavoro o committenti, sotto minaccia di licenziamento o mancata assunzione, elargiscono ai lavoratori una retribuzione inferiore a quanto previsto in busta paga e dovuta per contratto collettivo.
A far data dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o committenti dovranno corrispondere ai lavoratori la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi:

a) bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
b) strumenti di pagamento elettronico;
c) pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;

Esclusioni e sanzioni

Non mancano le eccezioni e pertanto restano fuori dall’ambito di applicazione del divieto di pagamento in contanti:

– i rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,

– rapporti di lavoro disciplinati dalla legge 2 aprile 1958, n. 339 (lavoro domestico) e quelli comunque rientranti nell’ambito di applicazione dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici, stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale (colf e badanti).

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