Assegno divorzile 2026: non basta più la differenza di reddito. Le prove che contano davvero
La prospettiva dello Studio
L’opinione del legale
Una busta paga fotografa il presente, ma non racconta come una famiglia si è organizzata nel tempo. Il mio consiglio è di mettere in fila i passaggi che hanno inciso sul lavoro, sui redditi e sulla cura dei figli, distinguendo ciò che si ricorda da ciò che si può dimostrare.
Per la componente compensativa-perequativa, questa ricostruzione aiuta a dare concretezza al contributo familiare e ai suoi effetti economici, anche attraverso testimonianze e presunzioni. Se la richiesta ha invece funzione assistenziale, il punto da documentare è diverso: l’inadeguatezza dei mezzi e gli ostacoli oggettivi a procurarseli. Preparare questi elementi prima del colloquio consente di discutere il proprio caso con maggiore precisione.
Domande e risposte
Domande frequenti
Torna all’indiceBasta la differenza di reddito per ottenere l’assegno divorzile?
No: la disparità, da sola, non basta. Ma concorre alla valutazione complessiva prevista dall’art. 5, comma 6, L. n. 898/1970. Per la componente compensativa-perequativa occorre collegarla al contributo dato alla famiglia e alle scelte condivise; la componente assistenziale richiede invece di verificare l’inadeguatezza dei mezzi e l’impossibilità oggettiva di procurarseli.
Posso perdere l’assegno già riconosciuto?
Sì: fatti sopravvenuti, come il rifiuto ingiustificato di un’offerta di lavoro seria e concreta o il miglioramento della situazione economica, possono giustificare una revisione o una revoca, dopo la valutazione del caso. Va distinta l’ipotesi in cui, nel giudizio e nelle impugnazioni, si accerti che i presupposti mancavano fin dall’origine: può incidere anche sulla restituzione delle somme.
Se l’assegno non era dovuto, le somme percepite si restituiscono?
Non sempre. Nel caso deciso dall’ordinanza n. 1999/2026 è stata confermata la restituzione delle somme versate come assegno divorzile dal passaggio in giudicato della pronuncia sul divorzio, per assenza originaria dei presupposti. Non è una regola indiscriminata: la sentenza delle Sezioni Unite n. 32914 del 2022 prevede specifiche eccezioni, da verificare in rapporto alle ragioni della modifica e alle condizioni economiche considerate. La sola circostanza che le somme siano modeste non risolve la questione.
L’assegno di separazione e quello divorzile sono la stessa cosa?
No. Il primo (art. 156 c.c.), in assenza di addebito, spetta al coniuge privo di redditi adeguati e si valuta con riferimento al tenore di vita matrimoniale. Il secondo ha funzione assistenziale e compensativa-perequativa e si valuta secondo i presupposti e i criteri propri dell’assegno divorzile, senza ripristinare automaticamente il tenore di vita matrimoniale.
Che documenti servono per chiedere l’assegno?
Contratti e buste paga per ricostruire il percorso professionale, documentazione delle scelte familiari condivise ed elementi sulla situazione economica e sulla capacità di reddito attuali. I documenti vanno affiancati, quando utili, alle altre prove ammesse: anche le presunzioni possono dimostrare i fatti rilevanti.
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