– Il ritardo nella diagnosi di una patologia può condurre a danni di particolare rilievo.

Diagnosi errate o tardive

 
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Il  ritardo nella diagnosi di una patologia può condurre a danni di particolare rilievo. Danni che possono essere risarciti sotto vari profili, essendo il comportamento del personale sanitario produttivo non solo di pregiudizi all’integrità fisica del paziente.

Non si può parlare di possibilità (di guarigione o miglioramento delle sofferenze), quando il danno patito dal soggetto non possa sostanziarsi nella perdita di possibilità di un risultato migliore.

In particolare, il danno subito è riconducibile alla limitazione e negazione del diritto fondamentale all’autodeterminazione umana. Essenzialmente, non possiamo considerare chance, e quindi eventi ipotetici ed incerti, se la situazione, su cui la ritardata diagnosi ha inciso, risulti essere certa ed esistente.

La concreta conoscenza dell’attuale stato di salute, infatti, permette il pieno e autonomo sviluppo della personale capacità di autodeterminazione. Pertanto, è da tale consapevolezza che deriva la possibilità, per ogni individuo, di decidere se sottoporsi a determinati trattamenti, oppure convivere con la malattia.

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