Conosciamo i relatori

  • Avv. Antonio Polenzani

    Avvocato Antonio Polenzani - Avvocato a Perugia
    L’Avv. Antonio Polenzani ha maturato la propria esperienza nei settori:

    √ del Diritto del Lavoro;

    √ del Risarcimento danni da errore medico sanitario e circolazione stradale;

    √ del Diritto Ambientale, dell’URBANISTICA;

    √ del Diritto di Famiglia con particolare riferimento a tutte le problematiche afferenti:
    ◌ separazione consensuale o giudiziale
    ◌ divorzio
    ◌ affidamento e mantenimento figli
    ◌ problematiche relative alle coppie conviventi con figli
    ◌ negoziazione assistita

    √ del Diritto Commerciale

    √ del Diritto Amministrativo:
    ◌ approfondimento delle principali questioni giuridiche afferenti la vita della Pubblica Amministrazione;
    ◌ ricorsi amministrativi al TAR ed al Consiglio di Stato;
    ◌ appalti pubblici.

  • Dott. Lorenzo Truffi

    Dottor Lorenzo Truffi - Psicologo e Psicoterapeuta a Perugia
    Psicologo psicoterapeuta, specializzato in Medicina psicosomatica e psicoanalisi bioenergetica.
    Iscritto all’Ordine degli psicologi e psicoterapeuti del Lazio e all’IIBA, International Institute for Bioenergetic Analisys.
    Dal 2003 vive a Perugia dove lavora come psicologo psicoanalista ad approccio psicosomatico e come esperto di tecniche di rilassamento e gestione dello stress. Svolge attività di sostegno e orientamento ai giovani ed alla famiglia.

    Questo approccio della psicoanalisi considera mente, corpo ed emozioni un tutto inscindibile, per questo la terapia si rivolge alla persona nella sua globalità. E’ quindi un approccio mirato a conoscere e risolvere gli aspetti conflittuali insiti in tutti i processi di malattia. Anche le problematiche classiche: anoressia, bulimia, depressione, fobie, attacchi di panico, nevrosi e somatizzazioni da stress , insonnia, difficoltà relazionali e sessuali, vengono affrontate sul piano emotivo, mentale e fisico.

    In campo formativo e dello sviluppo delle risorse umane ha svolto ruolo di docente e progettista per importanti società e pubbliche amministrazioni (tim, telecom, alitalia, poste italiane, sviluppo italia, inps, inail, enel, corpo forestale dello stato, vigili del fuoco, università).
    Ha lavorato per “Iter innovazione e terziario” ( Pg ) nell’ambito di progetti di formazione di giovani in cerca di prima occupazione nell’ambito dei servizi alle persone.
    Per Ponti Enginering (Pg) ha progettato interventi di Marketing strategico e formazione di giovani imprenditori.

    Per Emmerre, ha svolto ricerca in progetti riguardanti le problematiche dell’integrazione sociale e regolarizzazione delle badanti a livello Regione – Abruzzo ed Europeo.
    Sempre per Emmeerre ha ricoperto incarichi di ricerca sulla gestione del tempo e sui carichi di lavoro del personale delle Procura della Repubblica dell’Aquila e di Pescara.
    Per Villa Umbra (Pg) ha svolto attività di docenza nel corso professionalizzante le educatrici dei nidi sulle tematiche dello sviluppo infantile e del massaggio neonatale.
    Ha anche progettato e gestito per conto di Emmeere interventi di formazione Manageriale in favore del personale (dirigenti e cancellieri) della Procura della Repubblica dell’Aquila.
    Dal 1987 al 2003, in qualità di responsabile didattico e coordinatore, ha collaborato alla gestione della casa famiglia “Porcu Bice“ per minori in affidamento giuridico dal Tribunale di Roma
    Dal 1980, al 1987, ha coordinato attività di assistenza e sostegno alle persone anziane ospiti delle Comunità Residenziali del Comune di Roma.

    Attività di selezione e valutazione.

    • Preparazione degli strumenti di selezione per l’assunzione del personale in Enti Pubblici mediante concorsi (INAIL).
    • Preparazione degli strumenti e selezione dei candidati per l’accesso ad iniziative promosse dalla CEE.
    • Formazione di personale addetto al controllo di qualità in strutture pubbliche e private.
    • Selezione di personale da inserire in società di consulenza aziendale.
    • Consulente selezionatore senior nelle prove di Assessment per il Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione dell’Università Degli Studi Di Roma “La Sapienza”.

    Dal 1991 svolge attività di psicologo e docente in progetti realizzati in favore del personale di Enti Pubblici e privati.

Legalmente – aspetti legali e psicologici della separazione

Saluto e introduzione

Avv. Polenzani: Benvenuti, questo incontro, che potrebbe diventare un appuntamento ricorrente, è un confronto fra un avvocato, l’Avv. Antonio Polenzani e uno Psicoterapeuta il Dottor Lorenzo Truffi per parlare delle principali tematiche in ambito giuridico e psicologico che riguardano il diritto di famiglia, con focus negli ambiti che riguardano la separazione, l’affidamento dei figli e le dinamiche di coppia.
In questo incontro andremo a toccare quelli che sono gli argomenti nei quali è possibile definire un interscambio tra le due discipline, quella giuridica e quella psicologica, laddove si incontrano e si intersecano per raggiungere i migliori risultati.
Inizialmente andremo a trattare in maniera particolare probabilmente la problematica più complessa e anche la più sentita, quella riguardante l’affidamento dei figli nell’ambito di un procedimento di separazione, da intendere in senso largo e non strettamente giuridico in quanto non ha a riferimento solo le coppie coniugate ma anche le coppie di fatto con figli.

L’importanza di un approccio interdisciplinare

Avv. Polenzani: Nell’ambito della mia esperienza professionale sono sempre più convinto che l’unione tra un un approccio giuridico e un approccio psicologico sia la vera chiave di lettura per ottenere i migliori risultati soprattutto quando il bene della vita tutelato è quello dell’affidamento dei figli minori perché sappiamo benissimo che è uno degli argomenti più importanti per una coppia che si sta separando.
Sappiamo che una separazione genera un cambiamento che può portare sofferenza e quindi conflittualità, da qui la constatazione che un approccio a compartimenti stagni, tenendo separato l’aspetto giuridico da quello psicologico, vista la complessità della società, non è vincente (e nemmeno convincente).

L’evoluzione della società genera dinamiche più complesse

Avv. Polenzani: Queste considerazioni non possono non tener conto di quella che è stata l’evoluzione della società, che ha visto venir meno la stabilità delle coppie, in una realtà nella quale le dinamiche sono molto più complesse e anche i ruoli genitoriali sono cambiati. Dagli anni 60 ad oggi abbiamo fatti grandi passi in avanti, viviamo un’epoca nella quale ci sono grandi cambiamenti, pertanto è chiaro che quello che fino agli anni 60/70 era un fenomeno residuale quale quello della separazione, oggi è diventato estremamente rilevante.

Dottor Truffi: Dal punto di vista della nostra professione psicologica sempre più spesso siamo chiamati a dare sostegno a una coppia perché la separazione è un momento molto doloroso e quindi è importante avere un sostegno di tipo emotivo e psicologico.
Questo è molto importante per affrontare le separazioni ma soprattutto per cercare di non portarsi dietro quei conflitti irrisolti che poi rischiano inevitabilmente di riflettersi sui figli.

La figura del minore assurge un ruolo centrale nei protocolli dei tribunali

Avv. Polenzani: Mentre lei (Dott. Truffi – cit.) parlava, stavo riflettendo sul fatto che una coppia che si separa e lo ribadiamo, con riferimento alla problematica dell’affidamento dei figli, non è solo una coppia coniugata ma può essere benissimo una coppia di fatto, a queste coppie si richiede un livello di equilibrio,
di razionalità, molto elevato.
Nel momento in cui le coppie si vanno a separare si creano nuovi assetti; alle coppie viene chiesto uno sforzo maggiore a livello di dinamica di coppia ci sia stato nel periodo precedente, perché evidentemente qualcosa non ha funzionato e questo ha portato a una rottura.
Vedendo i protocolli in vigore nei vari tribunali italiani ivi incluso quello di Perugia, la tematica del figlio minore viene assurta a un ruolo centrale, in quanto si tratta del soggetto debole, maggiormente bisognoso di tutela e protezione; questo aspetto tutti gli operatori, siano essi avvocati o psicologi, lo hanno ben presente.

Dottor Truffi: L’adulto si assume la responsabilità della crescita armoniosa del minore; il nostro lavoro di supporto deve impedire di trasferire il conflitto che ha portato alla separazione sui figli minori, cercando di evitare in ogni modo che si creino conflitti tra genitori e figli, come purtroppo gli strascichi delle separazioni spesso originano. In questo senso il lavoro psicoterapeutico psicologico che facciamo noi può collegarsi molto bene a quello degli avvocati, andando a sostenere l’importanza di un’assunzione di responsabilità del genitore finalizzata ad evitare che il loro conflitto sia trasferito ai figli, altrimenti diventerebbe devastante per loro stessi perché continueranno a farsi la guerra anche dopo la separazione.

La separazione consensale o quella giudiziale necessitano di supporti pre e post sentenza del Tribunale

Avv. Polenzani: Creando tra l’altro delle problematiche irrisolvibili.
Bisogna sapere che la separazione e anche il ricorso per l’affidamento possono essere consensuale o giudiziale. Nel caso di separazione consensuale abbiamo un accordo tra le parti che pur volendosi separare trovano un accordo sui vari aspetti e soprattutto nel caso che stiamo trattando, dell’affidamento dei figli. Nel caso di separazione giudiziale invece questo accordo tra le parti non c’è. E allora sarà il giudice che dovrà dirimere la lite su vari aspetti. Fortunatamente abbiamo giudici sempre più preparati e aggiornati.
E’ chiaro ed evidente che la conflittualità che porterà a una separazione giudiziale o a un ricorso giudiziale per l’affidamento creano un muro che comporta dolore per la coppia e (soprattutto) per i figli. A questo aggiungiamo, rispetto al caso della separazione consensuale tempistiche più lunghe e costi maggiori.
Per tutti questi motivi i legali così come gli psicoterapeuti consigliano sempre, nei limiti del possibile, di trovare un accordo.
Questo ci offre lo spunto per affermare che l’intervento dello psicoterapeuta dovrebbe essere non solo successivo alla separazione ma preventivo, un intervento preparatorio per abbassare il livello di conflittualità ove questa sia presente.

Dottor Truffi: Pienamente d’accordo sono ovviamente d’accordo.
Di elaborazione della separazione si può iniziare a parlare anche prima che la separazione sia avvenuta e molto spesso è così, facendo dei tentativi di riconciliazione anche emotiva e affettiva.
Quando la coppia si rende conto che questa riconciliazione non è possibile allora si comincia a decidere per la separazione. Di solito l’intervento psicologico inizia spesso prima ma potrebbe iniziare anche dopo allorquando la coppia si rende conto che i conflitti che l’hanno portata alla separazione comunque non sono risolvibili, e rischiano di contaminare la loro vita dopo la separazione.
La separazione è un momento di grande cambiamento che può essere anche positivo perché può dare inizio a qualcosa di nuovo per entrambe le parti, ma perché questo avvenga ci deve essere comunque un equilibrio e un’integrazione al benessere.

L’affidamento congiunto / condiviso

Avv. Polenzani: Ci sono molti papà preoccupati del fatto che i figli trascorrano molto più tempo con la mamma, da qui l’importanza dell’affidamento congiunto da leggere in chiave di rivalutazione del ruolo paterno che nei decenni scorsi era messa in secondo piano allorquando si decideva in materia di affidamento dei figli minori.

Dottor Truffi: Si riteneva che la materia genitoriale fosse esclusivamente o quasi di competenza della madre, soprattutto nel caso dei figli piccoli, con evidente marginalizzazione della figura paterna, ritenuta dal punto di vista educativo ed affettivo meno importante. L’affidamento congiunto interviene a colmare una lacuna, una stortura evidente, facendo giustizia e rivalutando il ruolo paterno per una crescita armoniosa ed equilibrata dei figli.

L’evoluzione della figura paterna in ambito giuridico e il problema del collocamento non paritetico dei figli

Avv. Polenzani: Il ruolo paterno è in evoluzione, bisogna evidenziare come molto spesso le maggiori problematiche a livello giuridico emergano per il tempo che i figli passano con un genitore piuttosto che con l’altro.
Abbiamo parlato di affidamento congiunto che è presidiato dalla normativa e previsto come modello standard di default; ma sappiamo che, in Italia, l’affidamento congiunto non corrisponde a un collocamento temporale paritetico dei figli tra un genitore e l’altro.
In altre nazioni europee c’è un affidamento assolutamente paritetico anche a livello temporale mentre da noi la giurisprudenza ha nel corso degli anni disgiunto il concetto di affidamento dei figli da quello che è il collocamento dei figli creando di fatto la figura del genitore collocatario prevalente.
Questo significa che i figli non passeranno lo stesso tempo con entrambi i genitori ma ci potrebbero essere delle differenziazioni. Non è sempre così. Vi sono delle coppie che hanno le idee molto chiare, favorite da un buon menage familiare e seppur separate suddividono il tempo nel collocamento dei figli in maniera paritaria. Ma, come dicevamo, questa non è la regola, e ancora oggi sia nel caso di separazioni giudiziali che consensuali la maggior parte dei regimi di affidamento dei figli non prevede un collocamento paritetico e questo ingenera nei clienti maschi, nei padri, una grande sofferenza e una grande preoccupazione.
Secondo lei Dottore, sono fondate queste preoccupazioni e come potremmo intervenire per far comprendere che il rapporto con i figli non si misura a peso ma nella qualità del rapporto stesso?

Dottor Truffi: Questa è una tematica che crea conflittualità nella coppia separata perché non vengono rispettati gli accordi presi in fase di separazione.
Da un certo punto di vista è un conflitto legittimo che nasce sulla tematica del tempo che ognuno dei genitori passa con i figli ma sarebbe un errore, secondo me, essere rigidi su questo.
Per amore di verità diciamo anche che la figura paterna tende a diventare sfuggente su questo, giustificandosi con il fatto che lavora e non ha tempo.
Nella società moderna il padre e la madre lavorano entrambi, dedicando molto tempo all’attività lavorativa ma è chiaro che se c’è uno sbilanciamento troppo grande questo può generare dei conflitti.

Un approccio sensato dal quale far scaturire una visione che tenga conto della naturale evoluzione e soprattutto del benessere dei figli.

Avv. Polenzani: Direi che la situazione andrebbe gestita cum grano salis, interpretando la relazione interpersonale e l’affidamento come una materia viva, dinamica, valorizzando il ruolo genitoriale ognuno con le proprie peculiarità che riguardano sia il ruolo del genitore stesso che lo sviluppo armonioso dei figli. E’ una visione se vogliamo armoniosa, seppure nel conflitto che scaturisce dalla separazione e dall’affidamento dei figli, adattando le situazioni, tenendo sempre presente che il bene primario è il benessere dei figli.

Dottor Truffi: Quello che noi cerchiamo di dire ai genitori è di fargli comprendere che il legame educativo ma soprattutto affettivo è qualcosa che i figli interiorizzeranno, se ci sarà questa stabilità potremmo interiorizzare una stabilità interna. Ma se non c’è questa stabilità da parte di entrambi i genitori nelle relazioni con i figli i figli, questi ultimi svilupperanno probabilmente delle insicurezze che potranno venire fuori in qualunque momento della loro vita, prevalentemente nell’ adolescenza e quando dovranno cominciare ad affrontare il rapporto con il mondo esterno in maniera più autonoma.

Considerazioni su quale sia l’approccio migliore da seguire in materia di separazione e affidamento dei figli.

Avv. Polenzani: Una considerazione la farei circa il miglior approccio da seguire in materia di separazione e affidamento dei figli, e rinvengo questo nella ricerca di un approccio armonioso che contempli sia l’aspetto legale più efficace e quindi parliamo di separazione consensuale, meno onerosa, più rapida e soprattutto meno conflittuale da un punto di vista psicologico. Soprattutto su questo versante vorrei ragionare con lei su un aspetto molto importante: sappiamo che purtroppo i tempi della giustizia sono dilatati, nei casi in cui abbiamo una notevole conflittualità tra le parti questo avrà ripercussioni inevitabili circa la durata per dirimere questi conflitti.
Nell’esercizio della mia professione legale ho potuto purtroppo rilevare come gli attori di questo conflitto soffrano moltissimo, intraprendendo un percorso molto doloroso. Secondo lei come possiamo aiutarli a superare queste insidie e queste difficoltà?

Dottor Truffi: La separazione è forse una delle esperienze più dolorose per gli esseri umani, per cui possiamo aiutare i genitori dando loro il sostegno necessario per potersi riorganizzare emotivamente e affettivamente e riprendere un percorso di vita in benessere.
La separazione può creare una lacerazione, che si risolve attraverso una riorganizzazione della propria vita, ricreando una famiglia affettiva che non deve necessariamente prevedere un altro partner ma potrebbe comprendere amici, colleghi, ovviamente figli.
La separazione può anche far emergere delle problematiche cliniche quindi situazioni di scoraggiamento, difficoltà di riprendere una vita soddisfacente, anche situazioni di sofferenza psicosomatica, problematiche ossessive talmente forti da rendere poi il vissuto personale molto doloroso.
Per questi motivi molto spesso, dopo la separazione, uno dei due partner, spesso entrambi, ha quasi sempre necessità di un sostegno psicoterapeutico; questo dipende dalla struttura caratteriale che compone la coppia.