– A seguito dell’esecutività della pena, il condannato – qualora la pena non sia stata sospesa – è sottoposto alla competenza del Tribunale di sorveglianza.

Assistenza giudiziale dinanzi al Tribunale di sorveglianza

 
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A seguito dell’esecutività della pena (ovvero al termine del terzo grado di giudizio o quando sono decorsi i termini per proporre impugnazione a seguito della sentenza di primo grado), il condannato – qualora la pena non sia stata sospesa – è sottoposto alla competenza del Tribunale di sorveglianza (poiché, effettivamente, tale tribunale “sorveglia” l’esecuzione della pena).

Le udienze avanti al Tribunale di sorveglianza si celebrano in camera di consiglio senza la presenza del pubblico e si tratta – spesso – di udienze piuttosto brevi che si aprono con una relazione del caso effettuata dal Magistrato relatore (che è o il Presidente o il Collega ma non gli esperti giudici onorari di cui si è accennato sopra), alla quale segue l’intervento del Procuratore generale (l’accusa) e quello della difesa.

La particolarità del Collegio di sorveglianza è che – a differenza di ogni altro giudice di merito del nostro ordinamento (escluso il Tribunale per i minorenni) – parte integrante dello stesso in numero identico a quello dei Giudici c.d. togati (i Magistrati) sono i Giudici onorari esperti nelle materie scientifiche di cui sopra (psicologia e criminologia in primis) inerenti la sfera psicologica dell’interessato.

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