– La pena base per il reato di maltrattamenti in famiglia è quella della reclusione da due a sei anni.

Maltrattamenti familiari e conviventi

Ti trovi in: Home = Avvocato diritto di famiglia = Maltrattamenti familiari e conviventi

Secondo la dottrina e la giurisprudenza consolidate può classificarsi come “maltrattante” qualsiasi complesso di atti prevaricatori, vessatori e oppressivi reiterati nel tempo, tali da produrre nella vittima un’apprezzabile sofferenza fisica o morale, o anche da pregiudicare il pieno e soddisfacente sviluppo della personalità della stessa.

Oggi, in particolare, il reato noto come maltrattamenti in famiglia si configura ogni qual volta un soggetto maltratta una persona appartenente alla sua famiglia o comunque con lui convivente o una persona sottoposta alla sua autorità o che gli è stata affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia o per l’esercizio di una professione o di un’arte.

Fece molto scalpore, qualche anno fa, la sentenza della Corte di cassazione numero 36503/2011, che ha confermato la condanna per il reato di maltrattamenti in famiglia nei confronti di una madre e di un nonno che, per ‘eccesso di protezione e attenzioni’, avevano di fatto impedito un armonico sviluppo psico-fisico del figlio/nipote.

La pena base per il reato di maltrattamenti in famiglia è quella della reclusione da due a sei anni.
Tale pena è aggravata in tre ipotesi:

• se dal fatto deriva una lesione personale grave è prevista la reclusione da quattro a nove anni
• se dal fatto deriva una lesione personale gravissima è prevista la reclusione da sette a quindici anni
• se dal fatto deriva la morte è prevista la reclusione da dodici a ventiquattro anni.

Richiesta info e appuntamenti

Richiesta consulenza legale

Informativa trattamento dati

4 + 8 =

Recapiti
Via Angelo Blasi 32
06132 Perugia (PG)
Tel: +39 075 3724222
Email: [email protected]