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Il Giudice di Pace di Perugia ha accolto le tesi dell’avvocato e ha condannato la compagnia aerea al risarcimento

Perugia – Da una parte, una compagnia aerea con fatturati annuali milionari. Dall’altra parte, una Sig.ra di Perugia lesa nei propri diritti di passeggera “europea”, vicenda, che alla fine ha visto la viaggiatrice riconosciuta del danno subito da parte della compagnia aerea. Ad emettere la sentenza, che condanna la compagnia aerea a risarcire la Sig.ra è stato, il 26 febbraio scorso, il Giudice di Pace di Perugia al quale si era rivolta la Sig.ra con il supporto del legale.
La vicenda, riguarda una Sig.ra che in data 27.10.2016, di ritorno da Valencia verso Roma, con orario di partenza fissato alle 07:10 ed arrivo a Roma previsto per le 09:05, per motivi non ulteriormente specificati, dopo l’imbarco e dopo essersi seduta sull’aereo del volo indicato, veniva invitata insieme agli altri passeggeri a scendere dall’aereo, rimaneva ore ed ore in attesa di sapere quando poteva ripartire.

Riusciva a ripartire per Roma solo dopo oltre nove ore di attesa nell’aeroporto. I familiari, che erano nel frattempo arrivati all’aeroporto di Roma furono costretti a tornare a Perugia per poi, dopo ore, ripartire nuovamente per riandare a riprenderla. In seguito, veniva rimborsata solo parzialmente e solo dietro diffida del legale, e non risarcito il danno conseguente al ritardo del volo.
Grazie al Giudice di Pace di Perugia, invece, la Sig.ra ha ottenuto una sentenza che condanna la compagnia aerea al risarcimento di ulteriori 400,00 euro a titolo di compensazione pecuniaria, oltre al rimborso di 150,00 euro quale costo dovuto per il doppio viaggio Perugia – Roma.

Ed inoltre, con la recentissima sentenza n. 1584/18 la suprema Corte di Cassazione ha ritenuto che il passeggero che agisca per il risarcimento del danno derivante da negato imbarco … o dal ritardo … deve fornire solo il biglietto di viaggio o similare potendosi poi limitare alla mera allegazione dell’inadempimento del vettore … spetta invece al vettore convenuto in giudizio dimostrare l’avvenuto adempimento.
La portata della sentenza emessa dal Giudice è importante perché sono stati riconosciuti i diritti minimi dei passeggeri previsti dal diritto dell’Unione Europea in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato. E poi, perché, la Sig.ra invece di affidarsi al “tradizionale” procedimento civile, troppo spesso lungo e costoso, ha scelto di attivare quello previsto dallo European Small Claims, appositamente dedicato alle controversie di modesta entità”.

Con questa procedura il processo è veloce, snello e l’eventuale sentenza di condanna si applica immediatamente presso tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea, senza che sia necessaria una dichiarazione di esecutività e senza che sia possibile opporsi al suo riconoscimento. Per attivarlo, poi, basta la semplice compilazione di un modulo, anziché dell’atto di citazione previsto dal codice di procedura civile italiano”.
Numeroso è, ancora, il numero di persone il cui volo viene cancellato senza preavviso o subisce ritardi prolungati, come pure il numero di persone a cui viene negato l’imbarco.
Grazie a queste normative europee, le multinazionali del settore, non potranno ignorare i diritti dei passeggeri, e, più in generale, dei consumatori, quasi sempre scoraggiati dall’intentare cause contro aziende con sedi legali all’estero. La vicenda si è conclusa, come detto, con la condanna della compagnia aerea, che, a seguito di notifica della sentenza ha spontaneamente provveduto al pagamento del risarcimento nei confronti dell’attrice.

Buona lettura a tutti.

Avv. Elisa Brizzi

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